2 Agosto , 2021
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AGLIÈ – Antiqua 2021: Voxonus-Accademia del Ricercare

AGLIÈ – Quando si pensa al repertorio barocco, uno dei brani che viene subito in mente è la Water Music di Georg Friedrich Händel, capolavoro che Antiqua ha presentato al suo pubblico alcuni anni fa.

Pochi sanno, però, che un’opera del genere venne composta anche da Georg Philipp Telemann, che il 6 aprile del 1723 fece eseguire la fastosa Hamburger Ebb’ und Flut, per celebrare il primo centenario della fondazione dell’Ammiragliato di Amburgo.

Questo evento di grande importanza, di cui la stampa dell’epoca ci ha tramandato una vivida memoria, comprendeva tra le altre cose un sontuoso banchetto nella Niedern-Baum-Haus, che vide la presenza di tutti i principali maggiorenti cittadini, dai borgomastri e i membri del consiglio municipale ai 37 capitani della marina mercantile, che, oltre a raffinate specialità gastronomiche, ebbero la possibilità di apprezzare una vasta serenata a tre voci preceduta dalla Hamburger Ebb’ und Flut.

Questa suite strumentale, divisa in 10 movimenti, esalta la grandezza della tradizione marinara della potente città anseatica con una elegante ouverture in due parti e una serie di colte evocazioni della mitologia classica, che partono dal risveglio di Teti, sposa del mortale Peleo e madre dell’eroe Achille, ritratta prima assopita da una dolce Sarabanda condotta dai flauti dolci su un morbido accompagnamento di archi e poi sveglia da una Bourrée dall’incedere più vivace.

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I flauti sono di nuovo protagonisti nella Loure che raffigura il dio del mare Nettuno preso da un intenso sentimento amoroso, alla quale segue la brillante Gavotta delle Naiadi, ninfe acquatiche dall’indole al tempo stesso giocosa e intrisa di una sottile malizia. La leggerezza dei giochi delle Naiadi trova eco nella Harlequinade di Tritone, che comprende tre esposizioni del tema principale dal ritmo molto marcato, tra le quali si inseriscono due brevi episodi in cui la melodia viene eseguita dagli archi gravi, su un pizzicato dei violini, che pare ricordare il suono di una chitarra.

Ovviamente, in un’opera incentrata sul mare non potevano mancare i venti, con l’impetuoso Eolo, che sconvolge violentemente le onde, e il mite Zefiro, che riporta la quiete espressa dai flauti dolci. La suite si chiude con un’immagine festosa della vita reale della Amburgo di quegli anni, con una animata Giga che evoca le forti onde che bagnano il munitissimo porto dell’Elba e una estroversa Canarie, che esprime la gioia sincera e un po’ rozza dei marinai, sempre pronti a tuffarsi in nuove avventure.

Il programma comprende anche tre suites orchestrali concepite secondo il modello della sonata da chiesa, ossia con una doppia alternanza di movimenti lenti e veloci, nelle quali Telemann si conferma tra i più grandi maestri del Barocco, grazie a una vena melodica sempre gradevole e fantasiosa, a una scrittura brillante e leggera e a un impasto sonoro ricco di sfumature, con i flauti e gli oboi che vanno armoniosamente a braccetto con i due violini solisti.

Voxonus Festival nasce dall’esperienza della prestigiosa Voxonus ‘Academia di musici e cantori’, unica realtà stabile sinfonica, operistica, corale in Italia, dedita al repertorio settecentesco e ottocentesco eseguito con strumenti originali dell’epoca e secondo prassi filologicamente informata.

Il progetto è stato ideato nella sua integrità da Claudio Gilio, insieme allo specialista Filippo M. Bressan, direttore eclettico e fondatore di diversi complessi musicali. Bressan ha portato i propri gruppi a esibirsi nei più importanti festival e nelle più prestigiose sedi concertistiche italiane ed estere.

Le formazioni di Voxonus sono varie e variabili: vanno dalle esperte mani della “Voxonus Orchestra”, al raffinato “Voxonus Quartet”, alla rarità del “Voxonus Duo” (Maurizio Cadossi, violino e Claudio Gilio, viola), fino al pregiatissimo “Voxonus Choir” richiesto e diretto da nomi di fama mondiale.

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